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Un'approfondimento su Cocò Chanel al Teatro Vittoria MADEMOISELLE CHANEL fino a 10 maggio

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 Chi non conosce Cocò Chanel? Pressoché tutti, ma se invece, la domanda posta cambia in: Chi conosce Gabrielle Bonheur Chanel? Cambia senza dubbio a risposta, i più penseranno che sia il nome originale della famosa stilista francese, ed è vero ma il punto è che in pochi conoscono il suo animo. Lo spettacolo MADEMOISELLE CHANEL in scena fino a domenica 10 maggio al Teatro Vittoria, accende una luce sulla vita privata di questa grande donna. La scenografia costituita da una scalinata costituita da 5 scalini, uno specchio a tre ante, fa da importante cornice alla narrazione di tutta una vita, una vita a di fuori dagli schemi, una vita eccezionale, e l'eccezionalità è data dal fatto, che ha influenzato la vita di tantissime persone, in particolare quella delle donne. La genialità di Cocò Chanel è stata quella di osare, di azzardare, di liberare, le donne attraverso l'abbigliamento. di orpelli difficili e pesanti da portare come il pompadour una sorta  di impalcatura  che serv...

Noi cosa avremmo fatto? GLI ALTRI RIVOLUZIONARI, Teatro Basilica

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  Interessante operazione quella portata in scena al Teatro Basilica in questi giorni:  GLI ALTRI RIVOLUZIONARI, innanzitutto perché "Gli altri" e non i rivoluzionari tout court? Beh le risposte potrebbero esser due, la prima è: Nello spettacolo si vedono contrapposti i ragazzi degli anni 70' con quelli di adesso, che a loro volta e a loro volta, e a loro modo potrebbero essere ugualmente dei rivoluzionari, nonostante siano cresciuti a suon di Teletubbies, panini con la nutella, sempre davanti ad uno schermo televisivo che  li ha infarciti di un artificiale buonismo, e come reagirebbero loro se fossero  vissuti in un'epoca diversa, ad esempio se fossero stati dei ragazzi negli anni 70'?  La seconda risposta, forse, plausibile, ma ugualmente percorribile è che, ne corso degli anni, sono stati studiati, rappresentati, analizzati molto di più i rivoluzionari di estrema sinistra come le Brigate rosse o Prima Linea, e molto di meno i N.A.R. Nuclei armati rivoluzionar...

il mio regno per uno spettatore intelligente.STORIA DI UN CINGHIALE, QUALCOSA SU RICCARDO III al Teatro India fino al 26 aprile.

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  Il teatro è essenziale per la crescita e lo sviluppo di un paese, e questo è un dato innegabile, o per lo meno lo è per chi ha discernimento, ma cosa ruota intorno al mondo teatrale e quale ne è l'elemento imprescindibile? STORIA DI UN CINGHIALE- QUALCOSA SU RICCARDO III scritto e diretto da Gabriel Calderòn regista, drammaturgo e attore uruguaiano è portato in scena al Teatro India fino al 26 aprile da Francesco Montanari. Ispirato al RICCARDO III di Shakespeare oggetto dello spettacolo è il parallelismo tra la storia del re inglese, dipinto a tinte fosche dal bardo e un attore a cui per la prima volta viene affidato il ruolo da protagonista, dopo anni e anni di "gavetta" anni passati a fare ruoli che non gli piacevano, anni subiti e non vissuti, ma ora è arrivato il suo momento il ruolo da protagonista è suo e che ruolo. il re contorto, il re storto, l'anima nera, il cinghiale! Dopo una prima disamina dei tempi attuali, tempi in cui siamo dominati dai social media...

Perchè molti di noi sono fusi? RE-FUSI al Teatro 7 fino al 10 maggio

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 Chi di noi, almeno una volta non si è sentito un errore,  un refuso? Penso tutti, quante volte si pensa che siano tutti contro di noi, che la vita con noi è stata ingiusta, questo è dato da due fattori, da una parte il compiacimento nel crogiolarsi nel proprio brodo senza agire per cambiare le cose, dall'altro delle oggettive difficoltà presenti nella vita di tutti. Lo spettacolo RE-FUSI in scena al Teatro 7 fino al 10 maggio racconta la vicenda di Rodolfo Marra interpretato da Alessandro Salvatori, un correttore di bozze, ossessionato dai refusi, che in una giornata in cui era già particolarmente nervoso per aver ascoltato alla radio un giornalista, un inviato speciale, coniugare male un verbo, si  ritrova in casa due addetti ai citofoni interpretati da Andrea Perrozzi e Walter Del Greco, ed una cameriera "Moldava" Veronica Milaneschi. il termine refusi, nel titolo dello spettacolo  è scritto staccato RE-FUSI, che potrebbe essere interpretato, non solo come degli e...

IL RESTO ARRIVERA' uno spettacolo sul rapporto tra Van Gogh e Gauguin al Teatro 7

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 Le nove settimane che cambiarono la storia dell'arte, questa frase può ben riassumere quei due mesi e poco più di convivenza tra Vincent Van Gogh e Paul Gauguin nella casa gialla di Arles. Due caratteri forti, due pittori geniali, una miscela esplosiva, che devasterà la psiche del primo e farà emigrare definitivamente il secondo. Queste 9 settimane sono narrate nel testo di Danny Bignotti IL RESTO ARRIVERA'  portato in scena in questi giorni al Teatro 7 di Roma per la regia di Vanessa Gasbarri. Già la scenografia porta lo spettatore direttamente dentro la famosa casa gialla, ma gli attori: Bignotti nei panni di Vincent Van Gogh e Alessandro Salvatori in quelli di Paul Gauguin  danno vita ad un vero e proprio duello, dapprima i convenevoli , quando Gauguin deluso dal soggiorno bretone e bisognoso di danari accettò l'invito, sotto contratto stipulato con Theo il fratello "dell'olandese pazzo" di andare  a convivere  con Vincent. L'intento di Van Gogh era qu...

Croccanti ma non bruciati, uno spettacolo sui desaparecidos argentini al Teatro Basilica, ISABEL-tratto da una storia vera.

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  Come d'abitudine gli spettacoli in scena al Teatro Basilica non deludono mai, ISABEL andato in scena il 18 e il 19 marzo racconta una storia vera, la storia di una donna nata nel 1977 in Argentina che solamente nei primi anni 2000 scopre la verità sulla sua famiglia. Una voce fuori campo ci narra di essere un giornalista e di essere stato mandato finalmente in Argentina un paese che da sempre avrebbe voluto visitare, l'uomo del paese tanto agognato conosce solo le cose esteriori, d'altro canto è stato inviato lì per documentare la gioia del popolo argentino dopo la vincita del loro terzo mondiale di calcio, siamo nel 2022 . Dopo ben 16 ore di viaggio, atterra, prende un taxi ma, invece di recarsi subito in centro si fa la sciare in periferia per godere appieno della gioia popolare, piano piano arriva a Plaza de Mayo, una piazza enorme, dispersiva, dove ad un certo punto compare un muro bianco, è il muro dove le mamme i 40 anni fa incollavano le foto dei loro figli e dello...